Venere – dea dell’amore
23. 03. 2014
Amore e sessualità

Venere – dea dell’amore

Quasi tutti abbiamo dovuto imparare almeno i nomi degli dèi romani e greci a scuola. Uno che mi è rimasto impresso è sicuramente Venere. Non c’è da stupirsi—era eccezionalmente bella e super sexy.

Quasi tutti abbiamo dovuto imparare almeno i nomi degli dèi romani e greci a scuola. Uno che mi è rimasto impresso è sicuramente la dea romana dell’amore, Venere. Non c’è da stupirsi—veniva rappresentata come eccezionalmente bella e super sexy. Chi non si fermerebbe davanti a una raffigurazione di nudo?<\/>p>

Quello che molti non sanno è che le divinità romane e greche avevano più di un attributo o ambito. Oltre all’amore, Venere era anche dea della bellezza, del sesso, della prosperità, della fertilità, della seduzione, dell’eccitazione e dell’allure femminile. Il suo nome—Venus—deriva dal latino “venus”, che significa amore e desiderio sessuale, molto diverso dalla sua controparte greca Afrodite, chiamata così dalla dolce schiuma da cui entrambe nacquero. Venere era figlia di Giove, il signore del pantheon romano, e divenne poi moglie di Vulcano, dio romano del fuoco.<\/>p>

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Simbolo di bellezza<\/>h2>

Ovviamente Venere, come tutte le divinità, ha i suoi simboli e oggetti sacri. I più<\/>p>

Venere è stata ritratta da innumerevoli artisti—dall’epoca romana a oggi. Esistono miriadi di affreschi, sculture, disegni, dipinti e bassorilievi su porte e colonne che presentano costantemente Venere come una donna straordinariamente bella. Di solito è completamente nuda, talvolta con la parte inferiore del corpo drappeggiata, e i suoi seni pieni e bellissimi sempre in evidenza. Le rappresentazioni più famose sono la statua in marmo bianco di Alessandro di Antiochia, la Venere di Milo senza braccia, e il dipinto rinascimentale La nascita di Venere di Botticelli, commissionato dalla famiglia Medici. I suoi simboli più riconoscibili sono la rosa (ancora oggi segno di amore ed erotismo) e il mirto, rinomato per le sue proprietà medicinali e magiche. Il mirto era considerato un potente afrodisiaco; i Romani chiamavano persino il clitoride “murtos”. Nei costumi romani Venere svolgeva un ruolo fondamentale, soprattutto la prima notte di nozze, per garantire fertilità e felicità coniugale. I Romani erano anche celebri amanti del vino e, poiché i poteri seduttivi del vino sono ben noti, veniva spesso chiamato vino di Venere, per la sicurezza e il rilassamento che ispirava.<\/>p>

Feste dedicate a Venere<\/>h2>

I Romani dedicarono a Venere diverse festività—panem et circenses tenevano tutti felici! La Veneralia si teneva a inizio aprile per celebrare la primavera e due culti speciali in onore di Venere. A fine aprile arrivava la Vinalia Urbana, festa del vino dedicata a Venere e a suo padre Giove. A metà agosto, un’altra festa celebrava il vino, la crescita delle piante coltivate e la fertilità femminile.<\/>p>

Una figura così bella e iconica ha continuato a ispirare gli artisti successivi alla ricerca dell’ideale della donna perfetta—un ideale che alimenta l’immaginazione maschile da millenni. Se l’umanità troverà mai quella “perfezione” resta una domanda aperta.<\/>p>

Ancora oggi Venere simboleggia sessualità e fertilità, e ha un ruolo importante in ogni sex shop. Molte fiere erotiche legano parti del programma a Venere e Afrodite, e numerosi rivenditori del settore espongono lì. Una delle più grandi è la fiera Venus di Berlino, che riunisce il mondo dell’erotismo da oltre un decennio.<\/>p> <\/>div> <\/>div> <\/>div>